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Un progetto per il futuro del Fondo sociale europeo e strategia comunitaria Europa 2020

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La conferenza si è incentrata sul prioritario riconoscimento di tutte le trascorse realizzazioni del FSE nel sostegno dato agli obiettivi dell’UE, in particolare quelli finalizzati a garantire il buon esito della passata Strategia di Crescita Economica ed Occupazione Sostenibile, analizzando,di poi, anche la capacità, in termini di potenzialità del FSE, di contribuire, nel modo più efficace, alla realizzazione della nuova Strategia Economica Comunitaria c.d.Europa 2020.

A riguardo, si é poi fatto  riferimento alla volontà del Comitato del Fondo Sociale Europeo, di formulare un parere al fine di dare un contributo per gli orientamenti futuri del Fondo Sociale Eeuropeo (FSE).

Si è prtanto reso noto che è stato istituito un gruppo di esperti ad hoc,operanti in qualità di forum di discussione informale sul futuro del FSE e composto da esperti designati dagli Stati membri e  parti sociali in vista della loro conoscenza personale e la competenza in materia. Il campo di applicazione e priorità del Fondo sociale europeo alla luce della strategia comunitaria Europa 2020

Il FSE dovrebbe costituire  il substrato necessario  - quale strumento dell’UE  da utilizzare per investire sul  capitale umano -  alla piena realizzazione delle  tre priorità della strategia comunitaria Europa 2020: 1) crescita intelligente, 2)sostenibile, 3)solidale ed inclusiva.

Più nello specifico la Commissione ha individuato tre “motori di crescita”, da mettere in atto mediante azioni concrete a livello europeo e nazionale”: il primo è la “crescita intelligente”, da attuare promuovendo la conoscenza, l’innovazione, l’istruzione e la società digitale; il secondo motore è la “crescita sostenibile”, rendendo la nostra produzione più efficiente sotto il profilo delle risorse e rilanciando contemporaneamente la nostra competitività; infine c’è la “crescita inclusiva”, che vorrebbe incentivare la partecipazione al mercato del lavoro, l’acquisizione di competenze e la lotta alla povertà.

“Europa 2020” è infatti una revisione della Strategia di Lisbona, definita nel 2000 dall’Unione stessa, che – a detta degli stessi vertici comunitari – non ha portato i risultati sperati in termini di competitività, di conoscenza, di occupazione.
Nel corso della conferenza si é pertanto precisato che:

  1. le priorità del FSE dovrebbero basarsi sugli obiettivi politici degli Orientamenti Integrati, e in particolare sugli  Orientamenti per l’Occupazione adottati dal Consiglio con il parere conforme del Parlamento europeo;
  2. a fronte del ruolo fondamentale delle parti sociali per il corretto funzionamento e la modernizzazione dei mercati del lavoro inclusivi, il FSE dovrebbe continuare e rafforzare il suo sostegno alle loro capacità istituzionali e alle loro attività congiunte;
  3. bisogna valorizzare la parità di genere, contro la discriminazione e la transnazionalità.Tale dev’essere la  fondamentale priorità c.d. orizzontale per il FSE nel prossimo periodo di programmazione
  4. l’innovazione sociale va migliorata, nel prossimo periodo di  programmazione, in materia di occupazione e di  politiche di inclusione attiva.

La conferenza ha inoltre sottolineato l’importanza del FSE quale  valore aggiunto, soffermandosi, poi, sulla c.d. concentrazione geografica e tematica, sul rapporto del FSE con altri fondi strutturali.

Si è sottolineato che il Fondo sociale europeo crea un forte valore aggiunto a livello UE, contribuendo alla realizzazione degli obiettivi delle politiche comunitarie in materia di occupazione e inclusione sociale.

Si é, altresi’, precisato che il FSE, ha un ruolo particolarmente importante  nell’alveo della crisi economica attuale, che ha avuto un impatto drammatico su gran parte della popolazione europea.

E stata, poi, sottolineata la necessità di differenziare il FSE tra paesi e regioni secondo la propria posizione socio-economica e anche tenendo conto della loro posizione nei confronti della Strategia Europa 2020.

Principale obiettivo sarà quello di garantire che gli interventi abbiano un impatto tangibile. Si consiglia, pertanto, la scelta di un numero limitato di priorità a livello di programma operativo. Il numero di priorità potrà variare a seconda delle esigenze nazionali e regionali anche in funzione degli importi assegnati dal FSE.

In ultimo la semplificazione del Fondo deve essere un principio guida per il nuovo periodo di programmazione.

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